Nel Piemonte sconosciuto:
un viaggio diverso
OCCITANIA : VALLE MAIRA
Alpi Cozie meridionali, non solo montagna
Appassionante valle solitaria e misteriosa nella zona sud occidentale del Piemonte popolata da vecchi villaggi medioevali in pietra, chiese gotiche, sentieri di luce, leggende, meridiane e ponti antichi. Ricca di storia, mestieri e vite vissute, natura, arte, flora alpina e gastronomia.
La Valle Maira è stata storicamente e soprattutto nel Medio Evo luogo di transito, accoglienza di pellegrini stranieri e spiriti liberi, un posto ideale per nascondersi, e nei decenni scorsi grande emigrazione della sua gente.
Difficoltà di accesso ed asprezza del territorio, nel XI X secolo hanno rappresentato un grave ostacolo allo sviluppo economico dalla valle, determinandone un notevole spopolamento ed abbandono.
Viceversa proprio a causa dell’isolamento la natura si è mantenuta più che altrove intatta e selvaggia..
Una valle diversa quindi, dove il silenzio e la quiete lasciano ampio spazio alla meditazione, villaggi abbandonati, pascoli alpini in fiore, profondi laghi azzurri, particolarità geologiche, maestose cime rocciose, un paesaggio di altissimo valore artistico e ambientale, dove l’uomo da sempre è vissuto in armonia con la natura, nonostante le difficoltà della vita montanara.
Tutte le epoche hanno lasciato documenti significativi di storia e arte. Dalla stele etrusca di Busca alle lapidi romane di Elva, Marmora e Pagliero; dal gotico romano di Villar San Costanzo e di tante cappelle e campanili, al forte sviluppo artistico del XV secolo, voluto dai marchesi di Saluzzo, ricco di testimonianze architettoniche e pittoriche (Giovanni Baleison, Tommaso Biasaci, Pietro da Saluzzo, Hans Clemer) fino al barocco di Francesco Gallo. Un capitolo molto importante è rappresentato dalla architettura rustica, che evidenzia forme tipiche, risultanti da influenze culturali mediterranee, romane celtiche e germaniche.
In valle l’esigenza di integrare i bassi redditi delle attività agro pastorali ha generato in passato singolari mestieri itineranti, particolari quelli degli ancile, tipici delle borgate di Cartignano, Macra, Celle Macra, Dronero, Roccabruna, dediti alla vendita ambulante delle acciughe, dei caviè di Elva, raccoglitori di capelli destinati alla confezione di parrucche per i nobili della corte di Francia, dei bottai di Albaretto Macra.
La Valle ha la forma e il pregio di essere predisposta a numerose vocazioni: ambientale, storico, culturale. In questo territorio occitano è possibile praticare attività all’aria aperta immersi in una natura dagli splendidi scenari alpini. E’ proprio grazie all’unione di questi numerosi aspetti, insieme alla fitta rete di sentieri, antiche strade mulattiere e piste forestali a rendere la valle particolarmente adatta agli amanti dell’escursionismo a piedi e della mountain – bike, alla scoperta di quei itinerari della bassa- media e alta valle, poco frequentati ma straordinariamente belli. Si può immaginare il "traffico" che una volta cavalcava queste strade: montanari, pastori, mugnai, soldati, anonimi viandanti e cavalieri, uomini e donne che incrociandosi si scambiavano sempre due parole, un gesto di saluto e pace.
Di tanto in tanto, qualche grossa pietra serviva per sedersi e riposare, e davanti ad un pilone votivo con un’elemosina si invocavano pace e protezione.
Oltre agli itinerari locali il territorio è attraversato da numerosi tracciati escursionistici. Le antiche vie del Maira iniziano dai comuni della bassa valle: Busca, Villar San Costanzo Dronero e Roccabruna per inoltrarsi tra le vecchie vie di comunicazione e di collegamento con le borgate, percorrendo folti boschi di castagno, faggio e conifere per conoscere oltre la bellezza di questa natura incontaminata, la presenza e l'opera dell’uomo.
Nelle borgate, alcune semi abbandonate negli anni trascorsi dai suoi abitanti in cerca di lavoro e fortuna si scoprono sui muri esempi di pittura religiosa popolare; opere di pittori itineranti dei secoli scorsi, architettura rurale, piloni votivi, chiese rupestri medioevali, forni, ponti antichi, terrazzamenti per la coltura della vite, cave estrattive, mulini, lavatoi e vecchie fucine vicino ai torrenti. Si cela un mondo sommerso a volte dimenticato, nella natura splendida e rigogliosa. Ovunque si possono scoprire itinerari per tutti i gusti e difficoltà, camminando e pedalando si raggiungono quote considerevoli come i 2830 metri della Colletta nel vallone di Traversiera o i 2437 metri del passo della Gardetta.
Valle Maira: nella terra dei Trovatori
L’arte
La Valle Maira, appartenuta ai marchesi di Saluzzo ha conosciuto tra il trecento e il cinquecento un periodo florido e ricco. Sono stati costruiti ricchi palazzi, santuari e chiese che svettano con tanti campanili romanici e gotici ed una vera civiltà alpina che si manifesta altrettanto bella nell’architettura civile delle borgate. Merito di un lungo isolamento nel passato la Valle è riuscita a conservare veri e piccoli tesori da scoprire nei villaggi nascosti nel cuore dei valloni laterali solitari e misteriosi, dove piccole chiese rupestri di montagna, rilevano straordinari affreschi; come Macra per esempio con la misteriosa Cappella di San Pietro (San Peyre) posta sull’antica mulattiera di comunicazione con la borgata, resa singolare dal portico che la precede, coprendo la strada, la piccola cappella nasconde una preziosa sorpresa: un affresco con una danza macabra i cui scheletri, frati, donne, cavalieri danzano una ballata in versi occitani misti a francese antico. Informazioni: Macra B&B LA TAPPA tel. 0171999242.
L’architettura alpina
ricca di varietà e di elementi di pregio con inserimenti in pietra scolpita, architravi e stipiti monolitici, colonne rotonde, facciate a vela, è tra le più monumentali delle Alpi, ricordo di un passato importante e florido giunto a noi
L’identità occitana
In Valle Maira si parla ancora la lingua dei trovatori. La lenga d’oc o occitan, una delle più vecchie lingue romanze, una lingua che prima ancora che nascesse l’italiano era conosciuta in Europa grazie ai capolavori letterari composti dai trovatori, i trobador. La cultura occitana è molto viva nella valle, la troviamo nei costumi, nella cucina la semplice e genuina cucina di montagna: tume, formaggi, polenta, ravioles e castagne, nella produzione di poeti contemporanei, nella musica e numerose iniziative culturali, nelle leggende, le feste, le bayes tra il sacro e profano e negli antichi mestieri itinerari
Federazioni alpine, autogoverno e autonomia
La storia afferma che i marchesi di Saluzzo non furono né tiranni né esosi con i loro sudditi. Ci sono giunti numerosi statuti redatti dal XIV secolo. Condizione di grande indipendenza aspettarono alla Comunità della alta Valle Maira, riunita in una federazione dotata di ampia autonomia.
Arte medioevale
Il medio evo in Valle Maira si rivela con una affinità delle forme artistiche di oltralpe, la ritroviamo nella forma dei portali romanico- gotici, e in un affiorare di tradizioni arcaiche raffigurate sulla pietra delle abitazioni o sui portali delle chiese, tra questi i celebri tetes coupees o mure de peire, teste mozzate, legate alla immagine celtica, per l’abitudine di conservare sugli stipiti delle case o dei santuari le teste mozzate dei nemici o degli eroi divinizzati.
Mistà
In lingua occitana significa immagine sacra, mistica, immagine di un mondo di fede, arte e bellezza, che ha molto da dire, da raccontare e visitare in un percorso alla scoperta dei tesori artistici e storici nel marchesato di Saluzzo, con itinerari che toccano chiese, castelli, monumenti restaurati e aperti finalmente al pubblico, alla scoperta di un Piemonte nuovo, medioevale, diverso e sconosciuto
Ecomuseo alta Valle Maira
L’Ecomuseo è uno strumento di sviluppo economico e culturale che crea offerta turistica di qualità e trae dall’identità il suo punto di forza, per arrivare ad un turismo gestito e non subito. L’Ecomuseo propone anche attività innovative che offrono nuovi spunti di lettura sul mondo della montagna. Nato dall’iniziativa dei comuni di medi valle Macra e Celle Macra, si propone anche di ricomporre in senso culturale e operativo l'insieme dei 12 comuni di valle dotati di propri statuti, che già nel XIV secolo rappresentavano una forma avanzata di federalismo. (Tratto da: i quaderni dell’Ecomuseo endemismi presenti in Valle)
Valle Maira: I comuni
Quattordici comuni sono allineati lungo i 60 km. che disegnano il corso del fiume Maira: Busca, Villar S. Cosdtanzo, Dronero, Roccabruna, Cartignano, San Damiano Macra, Macra, Celle Macra, Stroppo, Elva, Marmora, Canosio, Prazzo, Acceglio.